1989 INQUINAMENTO LAGO CERESIO – interrogazione

21 aprile 1989 – Articolo tratto dal settimanale “Il Lavoratore”, organo del Partito del Lavoro Svizzero. Non più edito.

Gran Consiglio Ticinese.

Divieto di balneazione nel golfo di Agno.

Con grande stupore siamo venuti a conoscenza della grave situazione batteriologica del lago Ceresio per quanto riguarda il Golfo di Agno. Questa situazione (presenza di batteri patogeni tipo salmonella) ha portato il DOS a decretare il divieto di balneazione per la zona Agno-Magliaso-Caslano-Muzzano. Siamo rimasti stupiti perché sono diversi anni che i politici rispondono alle nostre denunce (Ceresio Anno Zero) con enunciazioni ottimistiche sulla buona salute del lago e su di un suo reale miglioramento. Eppure, il Dott. Peduzzi, responsabile dell’istituto cantonale batteriosierologico, in una trasmissione televisiva del 1987 aveva detto che il lago Ceresio necessitava di essere seguito attentamente nella sua evoluzione batterica e che grazie ai fondi messi a disposizione della Fondazione privata per l’epidemiologia RIVA, si era potuto procedere a delle ricerche che avevano evidenziato la correlazione tra i germi patogeni o potenzialmente patogeni del lago Ceresio e germi riscontrati in analisi di laboratorio di materiali clinici riferiti a pazienti ricoverati negli ospedali del Cantone. Sempre nella stessa trasmissione, l’ex responsabile del Dipartimento ambiente on. Caccia aveva ammesso che i controlli non venivano effettuati regolarmente perché gli esperti federali non ritenevano importante fare controlli di questo tipo in quanto sarebbe bastato eliminare le fonti inquinanti in entrata e il problema sarebbe stato risolto. Malgrado questo, nel 1987 il 45% delle fonti inquinanti non era ancora allacciato ad un depuratore, anche se la legge federale contro l’inquinamento delle acque, entrata in vigore il 1. luglio 1972, prevedeva il risanamento da parte dei cantoni di tutte le immissioni inquinanti pre-esistenti entro dieci anni. Oltre a queste fonti che non sappiamo in che percentuale si riversavano nel golfo, c’era il carico dei fanghi presenti nelle acque in uscita dal depuratore di Bioggio che tra l’altro non ha mai funzionato come avrebbe dovuto e che risulta perciò una grossa fonte di inquinamento del Golfo in questione. A conferma di ciò, basta ricordare la denuncia fatta dal Gruppo Ceresio Anno Zero che cinque anni fa, dopo aver fatto analizzare una ventina di campioni d’acqua in uscita dal depuratore, aveva riscontrato il cattivo suo funzionamento.

Ora che finalmente la situazione è diventata ufficiale, chiediamo al Consiglio di Stato:

  • Come mai questo provvedimento è stato preso solo quest’anno?
  • Chi è l’eventuale responsabile nel non aver preso misure negli anni passati?
  • Quali interventi si intendono fare e in che tempo per eliminare le fonti inquinanti?
  • Quando si intende intervenire con urgenza per migliorare il funzionamento del depuratore di Bioggio?
  • Si è calcolato anche sulla base del modello limnologico l’impatto ambientale delle fonti inquinanti attuali?
  • Chi è il responsabile dí questa situazione d’inquinamento?
  • Chi deve pagare se si vuole rispettare il principio «chi inquina paga»?
  • Quale alternativa pensa di offrire alla popolazione della zona, già penalizzata da altre fonti inquinanti (autostrada, aereoporto, traffico basso Malcantone, inceneritore) e che non può più usufruire per lo svago, di un bene comune come il lago?

Giuseppe Arigoni 

Paolo Rossi

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